Stelle
Mille fori neri hanno preso
il loro posto. Erano lì,
ridenti e ben aggrappate
a quella volta.
Furtive, son cadute una
ad una e, ripiegando
all’unisono le punte,
si son celate.
Senza rete né fili
Rose di sole spine
tra grete aperte di cicatrici
invisibili e latenti
rammentano un’estate trascorsa
di desii elisi.
Rimorsi sterili, pensieri vani
abitano una memoria rimossa
e un desolato presente.
Percorsi labirintici privi di fili
riconducono al punto di inizio
che è termine senza porto.
Controvento
Periglioso viaggio
verso un disperato orizzonte
che, in un giorno uggioso,
repentino si profila.
Remota ancóra è la riva
e sinistra la sinfonia della sirena
mentre si leva la marea.
Remo controvento
morsa dal timore e
calamitata dal miraggio
del porto delle spezie
che non sarà America,
ma India o naufragio.
Senza scelta
Come seme rinsecchito
non germino che sterili speranze
cassabili da un sole mattutino
che non scalda, ma brucia;
come rabdomante
su terra arsa stendo i rami
per cercare nuove linfe;
operaia di un improbabile futuro
e memore di un ieri esecrabile,
mi aggrappo a un adesso
che non è il giorno a lungo atteso,
che non è azzurra aurora
da guardare dritta in piedi,
che non è meriggio sereno
da assaporare come un tiepido tè,
che non è vespro sincero
da respirare a pori aperti,
ma è il solo presente possibile.
Altrove
Non sono mai a casa.
Non riesco a fermarmi
e dare un ordine
alle carte sparse
della mia esistenza,
non giungo mai
in quel luogo
dove sono giusta
e non ho un nodo in gola,
ma seguito il viaggio
verso un’altra meta
di nuovo in esilio
da me.
Patina
La scorsa notte nel letto
giaceva solo il mio corpo,
l’anima era altrove:
sedeva su anonimi scatoloni
accanto a un camino spento.
“Come stai?” mi chiedono.
“Bene, molto bene”
rispondo
e sfodero un sorriso
mentre lei
si fodera di polvere.
Soleá
Nell’aiuola anfibia
dell’angusta cucina
il solingo girasole
la luce
insegue;
si affanna,
si allunga,
gira su stesso
per farsi baciare
da quel raggio birichino
che a nascondino gioca
tra le nubi dipinte nel cielo.
Una carezza alla corolla
il sole gli dà
prima di essere risucchiato
dal cinereo edificio,
e un brivido pungente
pervade quel giovane fusto
confinato
tra angoli acuti
e sguardi distratti.
Vita
Tessere sparse
e disperse a terra,
disposte una accanto all’altra
per trovare un segno che unisca
questo puzzle incompleto
dettato da un caso bislacco;
pezzi di case che non combaciano,
di quelle che ho abitato
e di quelle che mi hanno vista ostaggio;
frammenti di vedute
da finestre sbarrate
che non ho saputo aprire;
lancette precise
di orologi indossati
per troppo poco tempo
ormai ferme
al polso di quella
che potevo essere.