Chi sono
Se qualcuno mi chiedesse chi sono, dovrei definirmi ‘rom equilibrista’ per esprimere una condizione di viandante alla ricerca di un equilibrio e di un luogo dove sentirmi ‘giusta’ senza avere un nodo in gola.
La mia città natale è Berna e, sebbene io abbia vissuto gran parte della mia vita in piccolo centro dell’entroterra campano, la capitale elvetica, il suo giardino di rose, l’orologio sulla torre e gli ombrosi portici mi sono sempre mancati. Ho nostalgia di una maestra che si dedicava a incoraggiare la creatività dei suoi giovani alunni e indelebile resta il ricordo di quel solitario girasole barcollante che seguivo con lo sguardo dalla finestra della cucina mentre questo si affannava a rincorrere il sole nell’aiuola urbana. Fissate in me, però, sono anche le minacce di un ragazzino che mi odiava per il sol fatto che io non fossi originaria del suo paese. Condizione difficile quella degli emigranti in terra straniera e nella propria al rientro. Sento ancora ridere le comari e gli allegri compari che si burlavano di una bambina che non capiva il dialetto e che, oltre all’italiano, parlava una lingua strana. E così, per non essere diversa, ho imparato a menadito il loro codice e ho cancellato l’idioma straniero. Avevo sei anni e mezzo e sapevo che, oltre quel borgo, c’era un altro mondo e in quello e in altri mi sono spesso rifugiata.
La lettura e lo studio sono stati compagni fedeli, mentre la scrittura è stata altalenante come molte altre cose della mia vita. E fra un’oscillazione e un’altra, vago per diversi lidi sperando di approdare, prima o poi, al porto delle spezie.
L.