Le tue prigioni
by Aslai
Sterili sono le pressioni sulla rete del lager
che s’inarca come una schiena nell’attesa di uno spasmo
lasciando turgide e intatte le maglie
con cento e mille rombi che attraversano il corpo illeso
per stanare i tumulti partoriti dall’indomito ventre
ora sordo ai richiami dell’Ordine Permanente.
Come un bulino ne usi gli angoli acuti
e riconquisti il paradiso perduto
aggiornando il catalogo dell’oblio,
mentre tendi ancora le estremità delle labbra
per dire a quel volto che forse ti appartiene:
“Io sto bene”.
