Stazione
30/08/2008
Color fumé e oro
è l’Orient Express
con lampade sui tavolini
e un pianista su terra mobile.
Onirico e lucido
sosta al primo binario
con un posto vuoto
per il miglior offerente.
Vagone, un tempo, disegnato
con tempera ad acqua
e da ricalcare, ora, con colori ad olio.
Ma basteranno tempra e denari miei?
Imprevisto
26/08/2008
Inatteso come un sisma
hai fatto vibrare la mia terra
regalando sussulti, fremiti
e desueti equilibri alle friabili zolle;
assordante come un boato
hai profuso onde elastiche
toccando e plasmando
i lati di questo irregolare poliedro.
Adesso, senza te,
resta solo
il paesaggio desolato della frattura.
Respiro
23/08/2008
Sul tetto spuntano
spettri
che giocano a nascondino
con me;
si celano,
si disvelano,
tornano a svanire.
Cercano riparo
negli stretti anfratti
di una polverosa soffitta
e attraversano
lo spigoloso scantinato
della memoria
chiedendo ospitalità.
Berrò il tè
nelle solitarie stanze
inebriandomi
d’azzurro.
Altrove
18/08/2008
Non sono mai a casa.
Non riesco a fermarmi
e dare un ordine
alle carte sparse
della mia esistenza,
non giungo mai
in quel luogo
dove sono giusta
e non ho un nodo in gola,
ma seguito il viaggio
verso un’altra meta
di nuovo in esilio
da me.
Sogno
13/08/2008
Gazzella agile
che corre nella notte.
La ferma il giorno.
Senza scelta
07/08/2008
Come seme rinsecchito
non germino che sterili speranze
cassabili da un sole mattutino
che non scalda, ma brucia;
come rabdomante
su terra arsa stendo i rami
per cercare nuove linfe;
operaia di un improbabile futuro
e memore di un ieri esecrabile,
mi aggrappo a un adesso
che non è il giorno a lungo atteso,
che non è azzurra aurora
da guardare dritta in piedi,
che non è meriggio sereno
da assaporare come un tiepido tè,
che non è vespro sincero
da respirare a pori aperti,
ma è il solo presente possibile.
Fasi
05/08/2008
Gocce di gelida pioggia
sul cerchio di celle,
mentre cerco un anfratto recondito
e attendo l’aurora
per ritessere la tela logora,
per vedere
gocce di rugiada
e avere
disciolti gelo e ghiaccio,
e gemme in boccio
in maggio.
53281
03/08/2008
Sotto la luna di carta
appesa al soffitto
del lungo braccio
cerca un bacio celeste
e una voce soave
sente tra le celle
dei suoi timpani
mentre da fuori giunge
l’eco
dell’ora di libertà.
Luccicanti stille bianche
solcano le rughe
dell’amaro riso
di chi serba l’amore
tra strisce ferrose
e grida stridenti.
Attesa
02/08/2008
Innumerevoli
pigri grani di arena
ha la clessidra.
Soleá
01/08/2008
Nell’aiuola anfibia
dell’angusta cucina
il solingo girasole
la luce
insegue;
si affanna,
si allunga,
gira su stesso
per farsi baciare
da quel raggio birichino
che a nascondino gioca
tra le nubi dipinte nel cielo.
Una carezza alla corolla
il sole gli dà
prima di essere risucchiato
dal cinereo edificio,
e un brivido pungente
pervade quel giovane fusto
confinato
tra angoli acuti
e sguardi distratti.