Straniera

29/07/2008

Come albero piantato
su terra infelice
non radico in nessun luogo;
come rom equilibrista sul filo
di un’esistenza raminga
cerco appigli provvisori
per non precipitare;
assetata di stabilità
e divorata dalla paura
immagino di ritrovarmi
in questa città.

Piazza Erbe

28/07/2008

Brulicante
di viandanti distratti
e di griffati passanti,
riflesso di un’esistenza
invasa da chincaglieria
e annaffiata da brindisi
che confinano e nascondono
l’essenza di una vita
che resiste solo
in stanche memorie.

Pena di morte

27/07/2008

Steli recisi
dalle fredde cesoie
prima del tempo.

Passi

27/07/2008

Ho smarrito le coordinate temporali
vagando in luoghi ignoti
alla ricerca dell’altra strada;
quella ortodossa non mi appartiene:
ne sono esclusa.
Erro tra ruvidi sentieri 
con passi silenti di cesoie incerte
sospinte dall’ira e attanagliate dal timore;
si trascinano lentamente aprendosi un varco
tra passati infranti e desii presenti
non più irraggiungibili.

A lei

25/07/2008

Sono innamorata di lei,
follemente.
Il mio petto si gonfia
e batte forte.
La sento finanche in gola.
Mi toglie il sonno.
Mi dona linfa e occhi gonfi.
Non tradisce mai.
Nemmeno quando bacia altri.
È un’amante generosa,
la poesia.

Stasi

24/07/2008

Impalpabile
sabbia di questo limbo
che è inferno.

Macchie

22/07/2008

Devo fare il bucato, oggi.
Ho quatto ceste piene di ogni tipo di indumenti: la prima è colma di calze consunte e di biancheria intima dall’odore acidulo; la seconda contiene lenzuola sporche di tradimenti e menzogne reiterate; la terza trabocca di asciugamani macchiate di terra e sudore; nella quarta ci sono abiti già lavati ma da cui non sono andate via le macchie di sangue.
Me lo diceva mia nonna “il sangue va lavato subito e con l’acqua fredda se no cuoce”; e io, sorda alle raccomandazioni, li ho buttati in lavatrice con il resto del bucato. Ora devo metterli in ammollo con la candeggina.
Nell’attesa mi dedico alle prime tre ceste. Le calze sono talmente logore che mi converrebbe gettarle e comprarne delle nuove ma mi tocca rammendarle e usarle ancora; per la biancheria intima aggiungo al detersivo dell’ammorbidente profumato; sarebbe inutile utilizzare lo sbiancante dato che gli elastici sono ingialliti e raggrinziti. Per le lenzuola programmo un lavaggio a 90°, preceduto da un energico prelavaggio e seguito da un doppio risciacquo. Per un po’ dormirò solo col piumone. Le asciugami sono la cosa più semplice: la terra non ha un cattivo odore e se pure ne rimane traccia non me ne dolgo; il sudore è acre ma è mio e sul mio volto non genera disgusto.  Con un po’ di sbiancante e mezzo tappo di ammorbidente torneranno come nuove.
Le tre ceste sono a posto.
Posso sciacquare i panni in ammollo. Li stendo e vedo subito che le macchie ci sono ancora. Sono però un po’ sbiadite.
Dovrò, giorno dopo giorno, ritrattarle e così, anche quelle più resistenti, spariranno. Resterà solo il ricordo che mi impedirà di sporcarmi ancora.

Consumo

20/07/2008

Dirompente come una passione
rapisce e confonde
addobbandoci di lustrati ornamenti;
tenace come una piaga lesiva
si attacca alle viscere
spingendoci a cercare la cura;
dilagante come una patologia virale
contagia deficitarie genti
offrendo placebo;
prolifico come una provetta
gemina
busti impomatati;
sordo come un dolore costante
distrugge gli argini
sommergendo
l’umana ragione col malsano senso comune
di un vivere per avere
senza sentire.

Diversità

20/07/2008

Puri narcisi
tutti i fiori di campo
guardan di sbieco.

Controvento

19/07/2008

Periglioso viaggio
verso un disperato orizzonte
che, in un giorno uggioso,
repentino si profila.
Remota ancóra è la riva
e sinistra la sinfonia della sirena
mentre si leva la marea.
Remo controvento
morsa dal timore e
calamitata dal miraggio
del porto delle spezie
che non sarà America,
ma India o naufragio.