Sto

19/05/2009

Sto stirando gli spigoli.
Sono tondi e gonfi, ora
e non ho spilli
sul cranio asciutto.
Sto tendendo l’addome
che ancora li sente
mentre acclama l’anarchia.

Sai quella smania

14/05/2009

Sai quella smania
che mi assale sovente la sera
e non mi lascia
fino all’aurora seguente?
La sento scorrere nelle vene bianche
che pulsano ancora
ma erano rosse un tempo.

Vedi queste linee
che solcano la pelle?
Una è spuntata
svelando il mistero
e si è incastonata sulla fronte.
Resta lì stretta tra le tempie.

Figuranti

19/04/2009

I saltimbanchi dalle nove vite
col poliedrico repertorio
fanno il tutto esaurito
in cambio di una sola X;
accanto agli eroi di carta intrisa
di inchiostro simpatico
tirano fili su segni e disegni
di un utopico quotidiano
e imposizioni di flebo.
Con il plasma acceso
e il cuore disconnesso
saliamo tutti sulla giostra
per l’ultimo giro.

Il passato remoto

07/04/2009

Il passato remoto
non è un venni, andai o feci,
ma una scheggia impazzita
incagliata nel presente.

Gazza

02/04/2009

Tacciata di stranezza
cercavo una finestra d’aprire
per respirare azzurre verbene;
abbassavo le palpebre
e l’olezzo giungeva puntuale
reciso dalla maschera di cinciallegra
che mi invitava ad alzare le accigliate imposte.
Mi lasciavo sedurre, cedevo al canto…
Ruba ancora onice la gazza.

Metamorfosi

29/03/2009

Ehi Capitano,
ricordi quando mi spezzasti i remi?
Sì, lo so che sei stato in America,
in Asia e anche in Giappone,
ma non ti chiami Cristoforo e neppure Amerigo.
Sei Francis l’orbo se non vedi
la mia pinna che guizza.

Avrei dovuto dirti addio
quando il tuo sorriso era una lama
che sprofondava
nel mio petto disarmato
e le tue mani papaveri carnivori
dal sapore dolciastro,
quando le tue pupille luccicavano
secche e profonde
e la tua pelle sapeva di sandalo.
Ricordi?
Le pareti non avevano crepe
e i cuscini erano sgualciti al punto giusto.
Sì, avrei dovuto dirtelo allora…
prima che iniziasse la discesa.

Rose di sole spine
tra crepe aperte di cicatrici
invisibili e latenti
rammentano un’estate trascorsa
di desii elisi.
Rimorsi sterili, pensieri vani
abitano una memoria rimossa
e un desolato presente.
Percorsi labirintici privi di fili
riconducono al punto di inizio
che è termine senza porto.

Petali

18/02/2009

Non sono questi i petali che anelo.
Li ho seminati con la mia viltà
questi steli setosi e delicati
con tenui sfumature e semi spenti.
Li sistemo in un angolo all’ombra.

Al centro del tavolo voglio
un irto e rosso virgulto,
colore sprezzante e profumo pungente
per sentire sotto le dita il nervo
e assoporare lo spasmo.

Attesa

12/01/2009

Sabbia impalpabile
ha la clessidra
del tempo diluito:
pigri grani di arena
profilici della stasi
di un limbo che è inferno.

Stasi

18/12/2008

La spessa banchisa
ritarda l’approdo
al porto delle nebbie;
guardando l’albatro
tra massi staccati,
in attesa del solstizio,
agito la clessidra.

Preludio (Grave)

03/12/2008

Domani delle somme che
Respingiamo come una
Minaccia molesta; una
Fatica immane richiederebbe
Sollevare le braccia e non
Lasciar cadere l’amore che
Si tiene a stento.

Sette crisantemi

03/12/2008

Sette crisantemi ho seminato
nel campo ove non attecchirono
le rose. Nove lune servono
per vederli schiudere.

Saranno colmi di semi
di mestizia e ornati
di tenui petali. Senza
pungermi, potrò toccarli.

Stelle

02/12/2008

Mille fori neri hanno preso
il loro posto. Erano lì,
ridenti e ben aggrappate
a quella volta.

Furtive, son cadute una
ad una e, ripiegando
all’unisono le punte,
si sono oscurate.

Mura oblunghe
mungono le nubi
del cinereo cielo
di Wall Street
che succhia sangue
e vomita metallo,
tira i fili e capovolge la terra,
divora i figli suoi
e partorisce mostri.
Baldanzoso si erge
su zoccoli taurini
sollevando mulinelli
che mutano in uragani
e,  in drappi orientali avvolti,
solcano lande e acque,
cavalcando un’anomala onda
governata, non dalla mano
di un cesare,
ma da un solo
indice.

L’incantatore

04/11/2008

Non ricordo più
cosa mi dicesti
per rubarmi il senno
e impadronirti
dei mio cuore.
Parole d’oro
mi sussurravi
con la tua voce
ammaliatrice.
E, su un prato fiorito
e sotto un cielo
ingemmato, ti amai
come un’ancella
occidentale
ornandoti il capo
d’odoroso alloro.
Ma in questa notte
insonne
senza te
la luna strappata
mi serve il conto
e devo darle tutte
le stelle.

Vita

27/10/2008

Tessere sparse
e disperse a terra,
disposte una accanto all’altra
per trovare un segno che unisca
questo puzzle incompleto
dettato da un caso bislacco;
pezzi di case
che non combaciano,
di quelle che ho abitato
e di quelle che mi hanno vista
ostaggio;
frammenti di vedute
da finestre sbarrate
che non ho saputo aprire;
lancette precise
di orologi indossati
per troppo poco tempo
ormai ferme al polso
di quella
che potevo essere.

Panchina

11/10/2008

Colori vani i miei
per quel vagone in sosta
con un posto vuoto.

“Riservato” dice il cartello nascosto.

Labirinto

02/10/2008

Non sono Arianna
e tu non sei Teseo,
ma mi chiedesti aiuto
per srotolare il filo
e io, come lei,
ti credetti e mi adoperai.
Dicevi che volevi liberarti
e lasciare gli spigoli
per stenderti sugli scogli.
Ma per ogni nodo
che io scioglievo
tu ne facevi due
e il filo
divenne
un’indipanabile
matassa.

Chiarore

28/09/2008

Lasciando le mura urbane
con  nubi fluttuanti
su cineree colonne fumose
ho chiuso
a doppia mandata
gli spettri della memoria
e le frettolose lancette.
Sono corsa
a fermarmi
sotto bianchi cirri ovattati
che ricamano
l’ondulato manto ingemmato
dove gli instancabili grilli
ammutoliscono
gli orologi, 
dove le mani sono ali lievi
sciolte al vento
e  i pensieri
fronde decise
senza l’eco del timore,
dove l’aria tersa
m’inebria sempre
d’azzurro.